Description
Arnaldo Forni Editore, Bolognese Architects 2 [Published date: 1994]. Soft cover, 141 pp. Text in Italian. curated by Stefano Zironi and Fulvia Branchetta.
Rare, out-of-print & unusual books · Since 1997
Arnaldo Forni Editore, Bolognese Architects 2 [Published date: 1994]. Soft cover, 141 pp. Text in Italian. curated by Stefano Zironi and Fulvia Branchetta.
In very good condition. Glossy white and yellow pictorial paper covers with French flaps have light bumping to edges and corners and light overall scuffing and light fading to spine. Binding tight. Pages are clean and unmarked.NOT Ex-library. Black and white illustrations and photos throughout. Part of a series of books aimed at highlighting the works of Bolognese architects Collamarini to the present day. [From Introduction] INTRODUZIONE Questo secondo volume della collana dedicata agli Architetti bolognesi, parla di Alberto Legnani, auievo del Collamarini, professore di disegno architettonico diplomato alla Regia Accademia di Belle Arti, esponente di primo piano del movimento italiano per l'architettura razionale. Sostenitore e divulgatore in Emilia Romagna dell'architettura moderna di cui si fece portatore dopo gli incontri e i dibattiti con P. Bottoni, A. Libera, G. Pollini, A. Sartoris, M. Ridolfì nell'ambito del Movimento Italiano per l'Architettura Razionale. Racconta quarant'anni di vita impegnata e dedicata alla professione fra 1'urbanistÃÂca e l'architettura, dove gran parte della sua carriera e delle sue opere sono state fatte attraverso i concorsi. La grande casa studio di Via Farini a Bologna, dove con Bottoni e Pucci realizzava i plastici dei concorsi, ospitava Vaccaro che era suo grande amico ed assiduo frequentatore, e Giordani, Bega, De Angeli, Trenti, Ramponi, Santini o gli artisti Sacchetti, Consorti, ed era il ricovero di un uomo serio e riservato che ha dedicato una vita all'architettura. Aveva pochi intimi amici, non faceva vita di societàe non coltivava amicizie per fini professionali. Ha fatto di Bologna il centro della sua azione intellettuale tenendo fede ai suoi principi, sempre cercando di afÃÂinare le nuove istanze con grande equilibrÃÂo e professionalità. Architetto deüe grandi opere, ha avuto l'attenzione alle piccole cose, e con rigore ha vissuto compiutamente la sua «epoca di architetto» Il suo stile non fu influenzato daua «modernità» milanese o dalla «romanità» piacentiniana, ma si generò e svUuppò nel segno della saggezza, della sinceritàcostruttiva e deua coerente applicazione deua tecnologia del tempo, spiegandosi in questo, la qualitàdella sua architettura...