Description
Arnaldo Forni Editore, Architetti bolognesi 1 [Published date: 1992]. Soft cover, 115 pp. Text in Italian. a cura di Stefano Zironi e Fulvia Branchetta.
Rare, out-of-print & unusual books · Since 1997
Arnaldo Forni Editore, Architetti bolognesi 1 [Published date: 1992]. Soft cover, 115 pp. Text in Italian. a cura di Stefano Zironi e Fulvia Branchetta.
In very good condition. Glossy white and yellow pictorial paper covers with French flaps have light bumping to edges and corners and light overall scuffing. Binding tight. Previous owner's gift inscription on title page. Otherwise pages are clean and unmarked.NOT Ex-library. Black and white illustrations and photos throughout. Part of a series of books aimed at highlighting the works of Bolognese architects Collamarini to the present day. [From Introduction] INTRODUZIONE Nella città che ha visto nascere la prima scuola di architettura, l'Accademia degli Incamminati, fondata a Bologna nel 1507 e che ha visto il sorgere dell'Accademia Clementina e deu'Accademia di Belle Arti, gli architetti Bolognesi vanno ricordati neUe loro opere e nei loro pensieri. Sono memorie, cronache e testimonianze che debbono essere lette e sviluppale in una realtà dove un biennio speciale di architettura presso l'Accademia di Belle Arti non è mai diventato facoltà universitaria... Questa collana vuole dunque aprire il cammino alla publicazione e alla conoscenza di quei progettisti bolognesi che dal Collamarini ai nostri giorni hanno contribuito nelle pur varie sfaccettature della professione, attraverso testimonianze documentarie ed evocative, aU'edifìcazione e alla conservazione del patrimonio architettonico e urbanistico. Così ci si può avvicinare all'intera vita dedicata all'architettura e allo studio di Luigi Vignali che ha dato spazio ed alimentato una cultura pragmatica formatasi neUa scuola delle arti, del fare e della libera creatività dello spirito. Scorrendo le pagine di archivio, fra i disegni, le pubblicazioni, i dipinti, i ritagli di giornale emerge una quantità enorme di lavoro puntuale ed elegante. Nello stare assieme per capire, approfondire e conoscere i lunghi percorsi detta vita di un Maestro si scopre come sempre abbia lavorato da solo, ma al tempo stesso come anche sia stato parte con Vaccaro, Ramponi, De Angeu, Sant'Elia, Legnani e Bega di un mondo culturale bolognese vivacissimo e che nel Collamarini riconosceva u suo maestro. Gli scaffali contengono vere sorprese che danno luce alla sua qualità di urbañista già al tempo del piano regolatore clandestino e aU'impegno nella difesa dell'ambiente e del territorio con gU inviti alla tutela del patrimonio artisdco e delle città già nel pruno dopo guerra.