Description
Genova : Silver Press, stampa 1995. Paperback, 276 pp. Text in Italian. No other printings listed.
Rare, out-of-print & unusual books · Since 1997
Genova : Silver Press, stampa 1995. Paperback, 276 pp. Text in Italian. No other printings listed.
In very good condition. Glossy white illustrated paper covers with French flaps have light bumping and creasing to edges and corners and light overall scuffing and soiling. Binding tight. Previous owner's circular blind stamp on title page. Otherwise pages are clean and unmarked. NOT Ex-Library. NO remainder marks. Black and white map. [From front flap] La citta di Cuzco, capitale dell’Impero degli Incas, e le regioni che la circondano, vivono verso il 1525 momenti di tranquillità, nell'ambito delle attività abituali di una società contadina, dominata da una casta di aristocratici signori, sacerdoti, funzionari. Le guerre sono lontane, alle periferie dell’immenso lmpero; lo Zapa Inca, il signore supremo, regge con mano di ferro i destini dei sudditi, facendo rispettare le rigide ma ben accolte regole che stabiliscono le condizioni sociali, i ritmi di produzione, le manifestazioni religiose, i doveri militari e tributari, la distribuzione demografica delle popolazioni. E’ la quiete che precede la tempesta. Morto lo Zapa Inca, un conflitto sanguinoso e fatale scoppia fra due principi fratelli, eredi da lui stesso designati. E il trionfo di uno sull’altro avviene solo a prezzo dell’indebolimento generale dell’impero, con uno strascico di perdurabili odi di parte, proprio nel momento in cui si realizzano profezie antiche di invasione e distruzione: lo sbarco dalle immensità dell’oceano di un pugno di uomini (o semidei?) bianchi, barbuti, mai visti, dotati di armi superiori e tenacia temeraria, pronti a trionfare con l’implacabile ferocia di chi percorre una strada senza ritorno sulle incertezze e ostilità fratricide degli Incas e delle mal amalgamate etnie ad essi soggette. Il succedersi di questi fatti rovinosi è visto attraverso gli occhi di Cusi Nahui, ragazza contadina, tenacemente fedele aqli Incas di Cuzco, che assiste attonita e incredula, ma mai rassegnata, al crollo inarrestabile delle strutture idolatrate e alla tragedia delle persone a lei care.